Energia “Made in Italy” dalle piscine

Fra gli annunci mirabolanti su nuove tecnologie e materiali per ricavare energia elettrica dal sole, molto spesso al limite del ridicolo, spicca particolarmente un brevetto italiano, sviluppato e sperimentato da SIT (Scienza Industria e Tecnologia) di Pisa. Si tratta di un sistema fotovoltaico, basato su pannelli di silicio amorfo immersi in acqua sul bordo di normali piscine. Contrariamente a quanto si pensa, un pannello fotovoltaico è molto più efficiente in presenza di luce e bassa temperatura. L’aumento della temperatura sulla superficie irradiata riduce in modo sensibile l’efficienza del processo di conversione della luce in elettricità. La soluzione brevettata da SIT, al contrario, garantisce la piena efficienza dell’impianto grazie alla pellicola d’acqua che sovrasta la superficie fotovoltaica. In tal modo, è possibile anche recuperare il calore accumulato per scaldare l’acqua della piscina, con un notevole risparmio in termini di costi e tributi all’ambiente. Il sistema è applicabile sia alle piscine “a sfioro” che a quelle a “skimmer”, vale a dire con un cordolo sporgente dalla superficie dell’acqua. Per piscine a sfioro il pannello è lambito dall’acqua che poi scola nella classica grata che circonda la piscina. Questi pannelli possono essere di qualsiasi tipo di materiale fotovoltaico. In prove sperimentali non si sono verificate disfunzioni ma solo un aumento di efficienza rispetto ai pannelli esposti in aria che può raggiungere anche il 20%. Se la piscina non è a sfioramento ma presenta un cordolo con circolazione interna di acqua il disegno necessariamente cambia ma si presta anche ad un migliore e più efficiente utilizzo. L’analisi dei costi dell’impianto per la verifica della fattibilità economica della soluzione, è stata compiuta considerando un anno particolarmente piovoso e con poca luce. In particolare, si è previsto soltanto 1/3 dell’anno di insolazione piena (circa 125 giorni). I risultati sono molto incoraggianti, poiché su una piscina di circa 50m2 il payback si ottiene in soli 3,5 anni. Superata tale soglia (i pannelli fotovoltaici hanno una durata media di circa 20 anni) si inizia ad ottenere quasi il 100% di risparmio sulla bolletta della luce e la mancata emissione di circa 1,5 tonnellate di anidride carbonica all’anno.

a cura di Rinaldo Santoro